Terapia Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio
E' importante tenere presente che l’acido ascorbico e il Gsh funzionano in sinergia. Gli ascorbati legano l’agente ossidante e il gruppo tiolico del GSH lo espelle mentre l’azione del Glutatione lo riassorbe ad opera del y-glutammiltransferasi, localizzata a livello dell’orletto a spazzola.
Il trattamento consta di una parte con fleboclisi e una parte orale, strettamente correlate. Il periodo medio di somministrazione è di circa dieci mesi, nei quali occorre far riferimento ai membri della nostra associazione per eventuali modifiche o comunicazioni. È importante comunicare al proprio medico curante la volontà di iniziare la terapia, effettuare a dieci giorni dall’inizio della terapia emocromo completo ed esami specifici che vi comunicheremo successivamente.
Scopo della terapia
Riequilibrio del rapporto Redox-Omeostatico al fine di bloccare la formazione di radicali liberi (STRESS OSSIDATIVO) che degenerano l’organismo provocando l’insorgere di varie neoplasie.
Risultati raggiungibili
Occorre precisare che l’ammalato di cancro è affetto da stress ossidativo e psicologico.
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Fase primaria, superabile entro i tre mesi, nelle quali l’azione della terapia è mirata al riequilibrio cellulare e quindi organico.
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Fase secondaria, (dai due ai quattro mesi)Caratterizzata dall’infiltrazione linfocitaria nella massa tumorale ad opera del sistema immunitario precedentemente riequilibrato. Infatti, dopo Il ristabilimento del rapporto Redox Omeostatico cellulare si attiveranno i LINFOCITI T CD4 e CD16 (NK NATURAL KILLER).
Durante tale fase si deve monitorare, quindi intervenire tempestivamente con l'ausilio del proprio medico, l'innescarsi nell’organismo di una flogosi acuta cronica (aumento della proteina C reattiva, alterazione dei neutrofili, V.E.S., ferritina, etc...). Il perdurare di tale stato è assai pericoloso, poiché nell’organismo i fagociti (neutrofili, monociti, macrofagi, eosinofili) responsabili della risposta immunitaria, generano O2 –H2O2-OHCL-NO-NO2 e ONOO, utili ma tossici se presenti in eccesso. La presenza del H2O2 nell’organismo dell’ammalato è superiore al massimo consentito di 300/dl (enzima catalasi deficitario). Il perossinitrito in eccesso porta all’ossidazione dei gruppi SH- e al conseguente stress proteico, come da noi riscontrato, e quindi alla cachessia. È indispensabile contrastare la esocitosi aumentata dei radicali sopra indicati e dei mediatori delle infiammazioni dei macrofagi attivati, mediante l’uso degli antiossidanti, durante il dì occorre integrare 400/mg di acido alfa lipoico e di OPC. Secondo alcuni studi condotti nell’aloe, nel fegato di maiale e di capra vi è una buona percentuale di enzima catalasi, utile per degradare i perossidi.
La riuscita del trattamento è legata alla condizione del substrato biologico dopo la chemio
Dopo la remissione della patologia occorre eseguire una terapia di mantenimento
IMPORTANTE
Coloro i quali eseguiranno la cura rigorosamente, facendo riferimento al proprio medico e alla ns associazione, rispettando tempi e posologie indicate, sotto ecografia potrebbero riscontrare una dilatazione della massa tumorale, inducendo a credere ad un avanzamento della malattia. L’ammalato sarà in presenza di un edema, causato dall’infiltrazione linfocitaria, per tale ragione non tenere conto del valore dei marcatori tumorali, in quanto alterati.
Risultati
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Stabilizzazione della temperatura corporea tra i 37°/38° C.
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Riassorbimento graduale dell’ascite e dell’edema (se presenti).
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Normalizzazione dei valori ematochimici.
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Miglioramento delle condizioni generali dell’ammalato.
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Riduzione graduale della sindrome dolorosa.
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Remissione della patologia (tenere presente quanto sopra indicato)